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Carciofo Cimarolo 1 pezzo

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Il carciofo è uno dei prodotti principali della primavera, viene spedito con le foglie per fargli mantenere la freschezza, per mantenerlo metterlo in frigo in una busta e non metterlo mai con il gambo dentro l’acqua!

Provenienza: Lazio

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Descrizione

Il carciofo è una pianta erbacea perenne, simile al cardo, di cui pare sia derivata per mutazione. Ciò che si mangia della pianta è l’insieme dei fiori non dischiusi: l’infiorescenza è detta ‘capolino”, di colore verde-grigio, sebbene alcune varietà possano presentare sfumature violacee. Le varietà di carciofo variano per dimensione delle brattee (cioè le squame dell’infiorescenza,
che possono essere spinose o meno), ma hanno un gusto simile. I carciofi più grossi hanno, tra le foglie e il cuore, una peluria (detta barba) non commestibile. La maggior parte della produzione commerciale è destinata al consumo fresco, il resto all’industria conserviera e dei surgelati.

Quando Trovarlo

aprile, gennaio, marzo

Origine

Il carciofo ha origini mediterranee: noto sin dall’antichità da Egizi, Greci e Romani, fu introdotto in Europa dagli Arabi, che lo portarono dall’Africa del nord in Spagna. Il nome italiano di questa pianta deriva proprio dall’arabo kharshuff, attraverso Io spagnolo alcachofa.

Varietà

Le varietà coltivate nel nostro paese sono classificate in due grandi gruppi, a seconda della produzione.

Le varietà autunnali sono coltivate lungo le coste dell’Italia meridionale; la produzione si verifica a cavallo dell’inverno, con inizio ad ottobre-novembre, e, dopo una pausa invernale, continua in primavera fino a maggio. Questa seconda produzione è per lo più destinata all’industria conserviera.
Le varietà primaverili sono coltivate nelle aree costiere dell’Italia centrosettentrionale e forniscono una produzione che può durare da febbraio-marzo fino a maggio-giugno.
Un altro modo di ordinare le varietà del carciofo ha a che fare con le spine che possono esserci o meno. Tra le varietà spinose, adatte al consumo crudo, ricordiamo lo Spinoso di Sicilia e di Albenga, il Veneto di Chioggia e il Violetto di Toscana. I carciofi non spinosi, invece, sono adatti alla cottura: tra questi il Violetto di Catania, il Paestum e il Romanesco.

Conservazione

Se i carciofi sono molto freschi e hanno il gambo lungo, possono essere conservati immersi nell’acqua come si fa coi fiori freschi. Se li si vuole conservare in frigorifero bisogna mondarli, togliendo le foglie esterne dure e il gambo, quindi vanno lavati e asciugati, e quindi messi in un sacchetto di carta per alimenti o in un contenitore ermetico. In questo modo possono conservarsi fino a sei giorni. Si possono anche congelare, avendo prima l’accortezza di pulirli e sbollentarli in acqua e succo di limone.

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